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giovedì 24 dicembre 2009

Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.


Caro Babbo Natale,

oggi sono ancora qui a cercare di scriverti una lettera che, come ogni anno, diventa il pretesto per fare il punto della situazione e le buone intenzioni per il nuovo anno che sta per arrivare.

Eviterei tutti i buoni propositi, il solito elenco di migliori auguri, un mondo più pulito in cui vivere, la pace nel mondo, felicità e prosperità per tutti, l'amore universale, la giustizia sociale, i diritti umani troppe volte calpestati..

Lo so che non esisti. So che sei il frutto del desiderio umano di delegare le proprie responsabilità e di arrendersi, ahimè, davanti alla difficoltà e ai fallimenti.

E' stato per me davvero difficile arrendermi all'evidenza della tua non esistenza.

Da lì ho capito che se voglio davvero cambiare le cose, devo rimboccarmi le maniche e cominciare a fare, che la felicità la devo costruire giorno per giorno (non la trovo sotto l'albero), che nessuno ti regala niente, che sei sempre tu, da solo con i tuoi sogni, se ne hai, e la tua volontà, a doverti preparare per un futuro migliore di quello che vedi all'orizzonte.

Che intorno a noi il male fa la voce grossa, ma in silenzio c'è tanto bene che aspetta solo qualcuno che gli restituisca un pò di voce.

Grazie comunque Babbo Natale, ti porto sempre nel cuore, come un sogno di bambina, con il cuore in trepidazione per il tuo arrivo, con gli occhi sognanti, due occhialini, occhi azzurri, barba bianca e le splendide rughe di chi ha visto il mondo da centinaia di anni, cambiare e rimanere sempre la stessa sfera blu in un mare di stelle.

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